lunedì, Aprile 22, 2024
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Tecniche di microfonazione della chitarra elettrica

tecniche e metodi di microfonazione nello studio di registrazione


La mistica arte del saper registrare il suono della chitarra elettrica ha sempre affascinato tutti noi musicisti, ma cosa c’è veramente dietro ? 

in questo articolo troverete alcune linee guida importanti, che potrebbero fare la differenza nelle registrazioni o comunque, potrebbero servire per approfondire alcuni concetti legati all’argomento.

Prima cosa, regola principale da stampare bene in testa:

La registrazione del vostro amplificatore con qualsiasi tecnica, non vi darà mai il suono che sentite stando davanti alla vostra cassa.

L’errore più grosso che tutti compiono iniziando a registrare il proprio suono è cercare di ricreare l’esatta copia di quello che ascoltano stando davanti al proprio amplificatore, questa cosa non è possibile dato che un qualsiasi microfono ha una risposta in frequenza differente e quindi quando si registra un suono, non sempre si ottiene l’esatta copia di quello che si sta ascoltando, anzi quasi mai.

“Ma allora a cosa serve registrare se poi tutto suona diverso ?” 

Diciamo che tutto suona diverso perchè si tiene come riferimento l’ascolto del chitarrista durante la sua esecuzione, ma durante un qualsiasi live il pubblico ascolta il sound microfonato del vostro ampli, e non il suono o la sensazione che avete voi suonando a due metri dalla cassa (tranne chi ascolta proprio vicino al palco)

Sono due suoni PROFONDAMENTE diversi che molto spesso creano confusione tra musicisti e fonici

Andiamo ad analizzare il concetto:

Come abbiamo iniziato a spiegare nell’articolo scorso, la catena di registrazione non finisce con la cassa del vostro ampli ma è molto più complessa, anzi oserei dire che inizia dopo la vostra cassa. 

Il MICROFONO è l’OGGETTO CHE PIU’ DETERMINA IL SUONO durante un LIVE o una sessione in studio, il microfono è molto più importante di qualsiasi strumentazione costosa, basta avere un microfono posizionato male e tutto il vostro “teorico” sound sparirà nel nulla.

“Ma quindi come faccio a microfonare?”

Bene primo passaggio è farsi una chiara idea e studiare i vari tipi di microfoni, ogni microfono ha una sua caratteristica timbrica che nel bene o nel male cambia il suono, ogni microfono può essere più o meno sensibile su alcune frequenze, e rispondere meglio ad alcuni generi di musica, un esempio per tutti, il mitico shure SM57 è un microfono essenziale per qualsiasi genere rock metal, e magari molto meno utilizzato per chitarre jazz o fusion

Di microfoni ne esistono tanti, con tantissime differenze sia costruttive che di funzionamento, un microfono a condensatore suona diversamente da un microfono dinamico, e da un microfono a nastro, ma molto probabilmente il mix di questi tre sound potrebbe tirare fuori proprio il suono voluto. Quindi stabiliamo alcuni concetti base per arrivare il più vicino possibile al nostro suono:

La prima cosa da fare è capire come posizionare il microfono.

  • LA LEGGE SPICCIOLA DI BASE E’ CHE PIU’ UN MICROFONO E’ POSIZIONATO AL CENTRO DEL CONO E PIU’ NOI SIAMO IN GRADO DI OTTENERE SUONI ACUTI CON MOLTI ALTI E MOLTA PRESENZA
  • PIU’ IL MICROFONO SI SPOSTA VERSO IL BORDO DEL CONO E PIU’ IL SUONO TENDERA’ A SCURIRSI DANDO OVVIAMENTE UN RISULTATO DIVERSO CON MENO ALTE MA PIU’ CORPO

Non esiste un giusto o uno sbagliato sono gusti personali, e ovviamente per richiamare il proprio suono un chitarrista DEVE conoscere dove vuole che il fonico posizioni il microfono, perché DEVE sapere che da quel punto esatto, il SUO suono avrà quelle determinate caratteristiche (Altrimenti si andrà sempre a gusto del fonico facendo magari non felice il musicista che magari si aspetta altro)

Questo è un tipico schemino di come si microfona un cono:

schema delle definizioni nella microfonazione di una chitarra elettrica

L’immagine spiega esattamente i punti “Strategici” da scegliere per ottenere suoni diversi dallo stesso cono senza aggiungere pedali effetti o altro, basta spostare il microfono dalla posizione centrale detta “cap” alla posizione “cap edge” per ottenere totalmente un altro suono (può sembrare assurdo ma parliamo di cm). Lo spostamento anche di 2cm del mic da una posizione ad un’altra genera un suono totalmente diverso, starà poi al chitarrista e al fonico scegliere quale posizione sia più adatta per il proprio genere di musica

Quindi dopo aver scelto la prima posizione passiamo all’angolazione, come possiamo vedere sempre nella foto il microfono può essere anche angolato per ottenere suoni ancora diversi, normalmente si angola il microfono per ottenere dei “tagli” sulle frequenze medio alte, che potrebbero risultare molto invasive e quindi ancora una volta senza agire su pedali etc, basta semplicemente spostare il microfono nella giusta direzione per ottenere il risultato voluto

Ultima cosa da tenere bene a mente è la distanza dal cono, diciamo che sempre in linea teorica se allontano il mic tende a riprendere più “stanza” (ovvero il riverbero dell’ambiente in cui si suona), se avvicino il mic riprendo più sorgente. Io sono un grande amante dei mic posizioni molto vicino alla griglia dell’ampli, perché a mio avviso restituiscono un suono molto preciso e meno sporco rispetto ad un mic posizionato molto lontano dalla cassa, che magari, soprattutto in situazioni live, potrebbe riprendere rientri di altri strumenti

Il mio consiglio per chiunque voglia affacciarsi al mondo della registrazione, o chiunque voglia approfondire questo argomento, e’ quello di fare delle prove.Nulla è casuale, bisogna mettersi davanti al computer, davanti al banco, o a qualsiasi altra forma di registratore dove può essere collegato un mic e fare delle piccole take con diversi spostamenti di microfono e scegliere alla fine quale sia la migliore secondo il proprio gusto. 

Una volta trovata, usate il caro vecchio nastro adesivo e segnatene la posizione. Questa cosa vi permetterà senza perdere tempo di andare a colpo sicuro per posizionare la volta successiva il microfono nella posizione esatta.

Ovviamente la microfonazione dell’ampli può essere fatta anche con più microfoni (come nella foto sopra della mia testata), ma necessita di vari accorgimenti che approfondiremo in un altro articolo perché andremo a parlare di Fase e di Mix di microfoni

Spero che questa mini guida possa essere utile almeno a chiarire alcuni concetti base sulla registrazione della vostra cassa. Ovviamente approfondiremo il tema, perché è un argomento cosi grande che non a caso è la base per svolgere bene il Mestiere di tecnico del suono.

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