lunedì, Aprile 22, 2024
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Licorice Pizza

Un Film di cui avevamo bisogno

di Andrea Locuratolo

Dopo esserci presi una pausa dal cinema odierno e dai film candidati all’Oscar, torniamo oggi a parlare dell’argomento in questione con Licorice Pizza, film scritto e diretto da Paul Thomas Anderson, candidato a tre premi Oscar. 

Il film è ambientato negli anni ’70 e vede come protagonisti Gary e Alana, due ragazzi totalmente diversi, che vivono in contesti sociali totalmente opposti e che soprattutto hanno molti anni di differenza: Gary, infatti, ha solo 15 anni, mentre Alana ne ha dieci in più. Nonostante tutte queste divergenze i due iniziano a conoscersi, malgrado l’iniziale reticenza di Alana, la quale palesa subito tutta la sua ostilità e paura nei confronti del mondo, nettamente in contrasto con l’entusiasmo che prova Gary nei confronti della vita.

Una scena del film

Questa è anche una conseguenza del contesto sociale in cui vive Alana, la quale vive in una famiglia ebrea ortodossa, che sicuramente non vedrebbe di buon occhio la relazione con un ragazzo di dieci anni più giovane e di professione religiosa non ebraica. Tuttavia, ciò non impedisce ai due di instaurare un rapporto d’amicizia che però non soddisfa nessuno. Non farò spoiler sul resto della trama, anche perché la mia descrizione non rende giustizia alla spettacolare regia di Paul Thomas Anderson, che sa raccontare questa storia come nessun altro riuscirebbe. 

Sicuramente una delle cose che ho apprezzato maggiormente è il fatto che il film sia estremamente delicato e dolce, cosa veramente rara nella cinematografia odierna. Insomma, credo che dopo anni di sofferenze ciascuno di noi meriti un film così dolce e spensierato, che dipinge un’epoca passata, ovvero gli anni ’70, in una nostalgica aria sognante, aggiungendo ancora più fascino e dolcezza ad un film di per sé già così tenero e delicato. Alla fine Paul Thomas Anderson fa quello che dovrebbe fare ogni artista: tingere il passato di bellezza nostalgica e colorarla di tenera malinconia per ciò che non c’è più. 

Una scena del Film

Vediamo infatti che lo stesso titolo ci fa intendere quanto il film voglia rappresentare un omaggio agli anni ’70. Infatti Licorice Pizza è il nome di un negozio di dischi che aveva molto successo a Los Angeles negli anni ’70. Inoltre lo stesso termine “licorice pizza” nello slang californiano sta ad indicare un disco in vinile, il cosiddetto LPLa spiegazione di questa bizzarro modo di far riferimento ad un vinile è riconducibile al colore nero del vinile, che ricorda una liquirizia, e alla forma di quest’ultimo piatta e rotonda, come quella di una pizza. 

Ma la cosa che ho apprezzato maggiormente sicuramente è stata la caratterizzazione dei personaggi, con i quali non possiamo non empatizzare: da un parte abbiamo Alana, spaventata da una vita che non riesce a vivere, almeno finché non conosce Gary, una donna che si sente soffocare dall’ambiente familiare così rigido ed incolore, tanto che una delle grandi difficoltà che incontra nella storia è quella di non riuscire a gestire le emozioni che prova, senza nemmeno capirle fino in fondo. Tutto ciò conferisce un’aria malinconica al personaggio di Alana, la quale, sebbene voglia apparire come molto forte, manifesta delle fragilità e delle insicurezze anche abbastanza evidenti. Ma dall’altra parte abbiamo anche un personaggio maschile altrettanto interessante, Gary, il quale, nonostante la giovane età, dimostra di essere molto sveglio, carismatico e sicuro di sé, al punto che riesce a compensare buona parte delle mancanze emotive di Alana, spingendola a vivere la vita con il suo stesso entusiasmo. Vediamo infatti che i protagonisti rappresentino due personaggi che si completano e si amalgamano alla perfezione, ma soprattutto due personaggi davanti ai quali non possiamo rimanere indifferenti, forse proprio per il loro essere così “normali”, così simili a noi. 

Una scena del Film

Sebbene io ritenga il film uno dei migliori di quelli candidati agli Oscar, credo che tuttavia presenti alcune imperfezioni. Io personalmente ho trovato la durata un po’ eccessiva, ma forse perché in generale penso che la lunghezza adatta alle commedie romantiche non debba essere superiore ad un’ora e quaranta, perché si rischia di far scemare l’attenzione dello spettatore. 

Inoltre, sempre per una questione di gusto personale, non ho apprezzato le scene con Sean Penn e Bradley Cooper, non perché non apprezzi questi due attori, ci mancherebbe, ma perché le ho trovate un po’ fuori contesto, quasi come se ci si volesse inserire per forza un po’ di scene d’azione per mantenere alta l’attenzione dello spettatore. Io personalmente avrei preferito una mezz’ora in meno di film, ma che esso fosse più coerente con se stesso. 

Chiariamoci, non sto dicendo che le scene siano buttate lì a caso, esse hanno una specifica utilità; in particolare nella sezione che vede presente Bradley Cooper, noi vediamo quanto Gary sia ancora immaturo, sebbene sia molto sveglio per l’età che ha. La parte con Sean Pen, invece, ci fa capire quanto in una folla di gente che si esalta per una star del cinema, l’unico che veramente pensa ad Alana è Gary. 

Una scena del Film

Diciamo che avrei preferito che questi elementi fossero resi espliciti in una maniera più coerente e convenzionale, ma ripeto, è solo una questione di gusto. 

Nel complesso ritengo che il film non solo meriti assolutamente di essere visto, ma che dopo anni di pandemia e guerra ci meritiamo di vedere la felicità di due ragazzi che imparano ad amarsi e a completarsi a vicenda, facendoci anche delicatamente commuovere. 

Buona visione. 

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