lunedì, Maggio 29, 2023
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Le motivazioni della grande resistenza ucraina

dalla rivoluzione del 2014 ad oggi

di Furio Capozzi

Molti si chiedono come sia riuscito un paese con una proporzione di forza pari ad un decimo di quella dell’aggressore a resistere ad un attacco militare cruento e massivo. Tra le forze armate russe e quelle ucraine esiste un divario notevole: innanzitutto l’Ucraina spende 4,7 miliardi di dollari per le spese militari contro i 45,8 miliardi stanziati dalla Russia. A seguire c’è l’enorme differenza delle truppe impiegate: i militari attualmente in servizio in Russia sono 900 mila a cui si aggiungono 2 milioni di riservisti, le truppe ucraine sono invece rispettivamente 200 mila e 900 mila. Se consideriamo le forze di terra, gli ucraini hanno la metà delle forze con circa 140 mila militari contro i 200 mila effettivi impiegati dalla Russia.

il presidente Ucraino Zelensky

Anche sotto il versante delle infrastrutture ed equipaggiamenti militari la Russia, complice il recente ammodernamento delle forze armate, anche a seguito delle carenze manifestatesi nel conflitto con la Georgia del 2008, sfoggia una potenza militare che è incommensurabile rispetto alle armi in dotazione dell’Ucraina, in massima parte provenienti daarmamenti di epoca sovietica. Tra le altre motivazioni, questo è uno dei motivi di richiesta urgente di ingresso nella Nato: l’esigenza di ammodernamento con armi provenienti dall’Occidente, in sostituzione delle vetuste di venti o trenta anni, specie per quello che attiene le forze aeree. E allora come riesce l’Ucraina a resistere ad un attacco del genere, dicevamo, massivo e cruento da parte della Russia? Le motivazioni sono molteplici: prima fra tutte la impossibilità da parte della Russia di utilizo di armi nucleari, a meno di non suscitare uno sdegno internazionale tale da porla completamente al di fuori di una politica di relazione di qualisasi genere. Certamente un attacco con armi nucleari porrebbe fine alla guerra in un istante, ma sposterebbe il fronte altrove e non vi sarebbe una soluzione definitiva, anzi, si aplierebbe il fronte di guerra, anche fredda. Una motivazione importante è dovuta anche alle posizioni sul campo di battaglia: un popolo che si difende in attesa e che conosce il territorio è in vantaggio in una guerra di posizione combattuta in trincea come si combatterebbe un secolo fa. Ed in effetti, nei primi due mesi di guerra la Russia ha avuto 25.000 perdite tra le truppe contro i 2000 militari Ucraini deceduti in combattimento. Una terza motivazione della grande resistenza ucraina è sicuramente la sottovalutazione del nemico da parte della Russia. Capita spesso nei regimi totalitari, quale è la Russia, dove addirittura le parole sono filtrate dal deus ex machina, che il dittatore al comando non abbia una visione reale della situazione, avendo invece a che fare con la visione filtrata che i suoi fedelissimi ‘yes men’ riferiscono. Questo succede spesso perchè chi contraddice l’idea del duce viene eliminato e quindi, anche contro il proprio pensiero, Ministri, consiglieri, Generali etc. riportino situazioni non veritiere e pericolosamente false. Ne è stata la riprova la fine della colonna di 60 km di carriarmati che ha dovuto fare dietro front a Kiev, oppure la misera durata in guerra della nave ammiraglia corazzata Mosca abbattuta da un missile di trenta anni fa. Alle motivazioni della resistenza va aggiunta la percezione del pericolo da parte del popolo resistente: il cittadino ucraino è convinto del fatto che perdendo una guerra del genere, arrendendosi, sarebbe immediatamente schiavo in una dittatura coloniale, in un regime nel quale il dittatore lo definisce nazista da eliminare. 

il Presidente Russo Putin

Ovviamente forte di questa motivazione che non può avere un ragazzo militare Russo proveniente dalla Siberia e che neanche sa della esistenza della Ucraina, il militare Ucraino combatte fino alla morte al grido di  libertà o morte. Una ultima motivazione delle truppe ucraine di sicuro impatto motivazionale verso la resistenza è rappresentata dalla percezione di unità nazionale che deriva dalle battaglie per entrare in europa e per la trasparenza del governo filo-russo combattute dal movimento Euromaidan e della rivoluzione ucraina che sfociò nella insurrezione separatista armata negli Oblast di Donetsk e Luhans’k. Nel 2014 diverse dimostrazioni di manifestanti antigovernative, conclusesi con l’allontanamento del Presidente filo-russo e nuove elezioni, portarono alla annessione della Crimea alla Russia, che approfitt del periodo di crisi politica. Questo portò ad una controffensiva militare nel Dombass ancora in corso. Tanto che potremmo tranquillamente affermare che l’attuale guerra in Ucraina sia iniziata nel 2014 e si sia svolta senza soluzione di continuità, con la sola novità dell’appalesarsi della partecipazione russa sul campo di battaglia. Certamente questa preparazione bellica dal 2014 ad oggi ha raffrorzato la capacità dell’Ucraina in campo militare ed ha creato un esercito che non è solo di facciata, ma che è realmente costituito da combattenti sul campo. Quindi il numero di militari da tenere in considerazione in Ucraina è quello effettivamente costituito da combattenti e non militari abituati a fare la ronda davanti alle ambasciate o stazioni della metro, senza avere mai combattuto. Un ultima considerazione va fatta in relazione al supporto internazionale per quanto attiene ai rifornimenti di armi leggere e pesanti:

agguato alla colonna di carriarmati russi

la Nato e l’Europa hanno dichiarato apertamente di rifornire l’Ucraina di armi anche pesanti, tanto che Putin è corso alle minacce nei confronti di chiunque avesse protratto tale pratica. Non è inoltre da trascurare la nuova tecnologia del drone che viene utilizzato in maniera perfetta dall’Ucraina come ricognitore e rilevatore delle coordinate delle postazioni nemiche. Aggiungiamo infine la enorme vastità del territorio ucraino e della sua natura pianeggiante, difficile per eserciti massivi come quello Russo che non possono nascondersi nella avanzata da un nemico che li aspetta. Nelle prossime ore vedremo come la Russia intende risolvere la situazione di impasse che si è andata creando in Ucraina. Distruggerà tutto provocando l’ira internazionale, anche dei partner commerciali e di quelli addomesticati, oppure si limiterà ad avere ‘denazificato’ per usare un bislacco termine usato dalla propaganda Russa, alcune zone periferche ma confinanti con la terra Russa?

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