lunedì, Aprile 22, 2024
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Festa della liberazione dal fascismo e dalla occupazione nazista

Dedicata al valore dei partigiani e dei militari alleati che combatterono per liberare l'Italia

di Furio Capozzi

Come ogni anno festeggiamo la Festa della Liberazione dal fascismo e dall’orrore della occupazione nazista. L’Italia, distrutta dalle scelte folli di un governo fascista, che permaneva da 20 anni, dal disastroso incubo della occupazione nazista, trovò la forza, dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943,per iniziativa di antifascisti e di militari provenienti da dissolto esercito regio, di riunire un Esercito partigiano di circa 300.000 persone con estrazione trasversale tra le fasce sociali.

All’inizio la resistenza trovò una vasta consistenza grazie alla partecipazione di contadini, operai e dei renitenti alla leva della Repubblica di Salò. Successivamente grazie all’Ordine all’insurrezione generale proveniente dal Comitato di Liberazione Nazionale, iniziarono una manovra militare commovente alla quale partecipò il popolo di ogni estrazione sociale. Fu una battaglia di liberazione dal nazismo ma sopratutto di identificazione ed eliminazione dei collaborazionisti fascisti e nazisti.

Va ricordato che quando le truppe alleate entrarono a Milano trovarono una città gia liberata, tutto questo in un quadro generale nel quale americani e russi si riunivano in Germania sulle rive dell’Elba. In questo momento storico attuale particolare, in cui uno stato europeo pacifico e non belligerante viene attaccato dalla Russia imponendo orrori a cui in Europa non eravamo abituati appunto dalla liberazione del 1945, viviamo questa celebrazione con un sentimento di partecipazione incrementato rispetto agli anni trascorsi. La attuale guerra di liberazione che sta combattendo l’Ucraina ha molte similitudini con quella che combatterono i nostri partigiani e gli alleati nel 1945. Innanzitutto, come già dimostrato ampliamente dalla guerra del 1945, il dialogo è inconciliabile con l’idea che si possa violare il principio di rispetto dei diritti umani e che è intellettualmente poco coraggioso rifugiarsi dietro un pacifismo astratto e che valori quali Libertà, Giustizia e rispetto della vita e della dignità di ciascun essere umano debbano essere difesi a tutti i costi e non possano essere negoziati. La democrazia ed il rispetto dei diritti umani vanno difesi perchè non sono scontati. In un recente intervento al congresso di Articolo 1 (una sorta di clima di reunion fra il Pd e i fuoriusciti di Articolo Uno, che lasciarono il Nazareno ai tempi di Matteo Renzi segretario) intervenendo sulle polemiche emerse in relazione al 25 Aprile, Massimo D’Alema ha detto: ”Pensare che la democrazia supera la sua crisi mettendo l’elmetto è semplicistico e può essere disastroso per le forze democratiche e di sinistra a cui apparteniamo.

Solo la cultura può fermare la Guerra – Esposizione di Lorenzo e Simona Perrone- Milano 2022

La democrazia deve essere una forza in grado di offrire speranza e questo richiede una visione delle relazioni internazionali in cui torni a essere centrale un’espressione antica: la coesistenza pacifica” aggiungendo sulla guerra in Ucraina: ”Oggi il dovere della comunità internazionale è fermare la guerra e l’aggressione, non mi convince lo strano dibattito su chi debba vincere o perdere, fatico a capire cosa possa voler dire vincere una guerra contro una potenza nucleare, ma credo che si debba dire che Putin la guerra l’ha già persa, e l’ha perduta anche per la capacità di resistenza dell’Ucraina, una resistenza che era giusto sostenere. Mi sento di condividere la condotta dell’Europa e del governo di cui facciamo parte”. Infine ”la Cina ha tenuto una sua posizione. Una politica saggia avrebbe cercato di usare la distanza della posizione cinese, invece di cercare di coinvolgerla nel conflitto, mi sembra sciocco, innanzitutto”. In questo quadro attuale andiamo a festeggiare la festa di Liberazione del 2022.

partigiani italiani 1944

Ci si augura solo di ritrovare, una volta finite le belligeranze, oppure nella fase in corso, di ritrovare lo spirito unitario post bellico che fu caratteristico del dopo guerra. Ad esempio dovremmo cominciare ad accettare l’idea di annessione della Ucraina nella Comunità europea, come successe nel 1946 con l’Italia, che fu ammessa negli organismi del FMI (Fondo monetario internazionale) e BIRS (Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo sviluppo. Furono e sarebbero decisioni lungimiranti e generose. Decisioni che permisero il miracolo economico italiano e che, mutatis mutandis, dovrebbero migliorare la prosperità economica del nostro continente, garantendo una stretta cooperazione tra gli stati fondati sul diritto e la democrazia. 

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