martedì, Aprile 16, 2024
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La Guerra delle Pecore Pazze

dialogo improbabile di attualità

Di ErmannoMaria Capozzi

“La domanda che a volte mi lascia confuso è: sono pazzo io o sono pazzi gli altri?”
Albert Einstein.


“Ma che davero vonno fa la guerra?” Dice Nino davanti alla birra. Risponde Mario davanti al caffè: “Ma no dai che se mettono d’accordo”.
Venti di guerra e di stupidità aleggiano in tutto il mondo. Ma non doveva la pandemia farci pensare che siamo fragili e quindi dobbiamo abbracciarci tutti? Non doveva la seconda guerra mondiale farci capire che è inutile farci la guerra uno con l’altro?
I campi di sterminio non c’hanno insegnato nulla?
L’invasione del Kuweit Non deve farci capire che è inutile ancora oggi fare guerre? In questo mondo denso di amnesia sistemica ancora le nazioni pensano che sia possibile minacciare la guerra. Non sono bastati tutti gli esempi del passato che hanno mostrato con certezza che la guerra è inutile sia per i vincitori che per i vinti e porta soltanto a disastri per la maggior parte delle persone?)
” Ma ce sarà quacuno che ce guadagna” ” tanto a mori’ c’andra qualche disgraziato”. La gente normale si interroga sull’assurdità nel 2022 del solo immaginare una guerra, con i suoi orrori, le sue sconfitte. In questo momento tragico di contrasto fra Russia e Ucraina ci sembra inutile schierarsi fra le ragioni e i torti, ma ci sembra fondamentale ricordare una canzone:
“Lungo le sponde del mio torrente
Voglio che scendano i lucci argentati
Non più i cadaveri dei soldati
Portati in braccio dalla corrente”
Speriamo che Putin si ricordi del piacere di andare a pescare luci argentati.
Speriamo che Putin si ricordi della bellezza del mattino di maggio.
Speriamo che si ricordi che a maggio spuntano i papaveri.

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