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E’ più indispensabile l’Autogrill oppure una lezione universitaria?

commento sulle misure contenute nel nuovo DPCM in vigore dal 1 Febbraio 2022

di Furio Capozzi

Il Presidente del consiglio Mario Draghi, dopo avere discusso le nuove msure anti-covid in cabina di Regia, ha firmato il nuovo Dpcm che regola l’accesso alle attività commerciali e di servizio alla persona. Dal 1 Febbraio si potrà accedere, senza avere il green pass base ai seguenti servizi commerciali oppure di servizo alla persona: Supermercati, dove ci saranno zone dedicate a chi non ha il green pass base, e dove si potranno acquistare cibi e bevande, inclusi alcolici, parafarmacie, farmacie, benzinai. veterinari, polizia locale e di stato, ottici. E’ saltata invece la norma che prevedeva la possibilità di accedere al Tabaccaio oppure all’ufficio postale senza green pass. Le misure avranno validità dal 1 Febbraio. Nella stessa data sarà possibile organizzare nuovamente feste e riapriranno le discoteche, sempre che non ci sia una, probabilissima, proroga delle misure restrittive dell’ultimo momento. A questo punto ci sono da fare delle considerazioni sa sulla seria possibilità applicativa del decreto i questione e sulla sua efficacia reale, sia considerazioni sul concetto di ‘bene o servizio primario’ da cui, come tradizione di questo governo, sono stati esclusi nuovamente i servizi culturali alla persona. In sostanza, se il governo avesse realmente voluto limitare il vero problema attuale, che è rappresentato dall’intasamento dei posti letto in terapia intensiva da parte dei no-vax, come risulterebbe dalle statistiche emanate dal ministero della salute, avrebbe potuto introdurre un obbligo vaccinale. Ma un obbligo che fosse reale e non di facciata, come è stato il caso dell’obbligo vaccinale per gli over 50, che si è tradotto in una multa una-tantum di 100 euro, che pagheranno solo quelli che hanno da perdere casa oppure lo stipendio fisso. Inoltre, i controlli a campione da parte della polizia, in una situazione di isteria collettiva da parte di grandi gruppi della popolazione, contro i provvedimenti di contenimento, sono chiaramente inapplicabili, o inefficaci, posto che anche in questo caso la sanzione sarebbe minima ed inapplicabile agli indigenti, per i quali non è prevista una pena alternativa. Infine c’è da fare una considerazione sulla lista dei cosidetti ‘beni e servizi essenziali alla persona’. Qui come al solito si sono introdotti beni a scapito di altri con una scelta palesemente populista ed anti-culturale. Si è deciso che andare a comprare la birra al supermercato sia più essenziale di una frequentazione di un convegno sulla filosofia Platonica. Si è deciso che andare a fare un giro in autogrill ed acquistare benzina, sia più essenziale di una partecipazione ad una lezione universitaria ad esempio sulla cultura dei popoli. Queste sono le scelte di un governo che fa l’occhiolino ai no vax e che, vista l’accozzaglia di identità politiche variegate, non riesce ad avere una posizione chiara nei confronti di un problema sociale che attualmente sta uccidendo 400 persone al giorno e causa il sovraffollamento delle terapie intensive, con la conseguente posticipazione delle date già programmate per interventi di malattie anche gravi.

Furio Capozzi
Furio Capozzihttps://atenapress.online
Managing editor di Atena Press e di Studios Academy Radio

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