martedì, Aprile 16, 2024
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Quelli che ben pensano

passando da Guy De Maupassant, Pasolini e Frankie Hi Energy per arrivare a Drusilla Foer

di Furio Capozzi

Finalmente si comincia a parlare, senza che questo sia un evento da circo, della questione della dignità e dei diritti delle persone con diversita’. Ovvero, per dirla alla Drusilla Foer, come ha fatto nell’intervento di Sanremo 2022, le persone con una unicità. Finalmente sembrano finiti i tempi in cui il personaggio di turno, astruso dal contesto del perbenismo borghese, veniva messo in mostra come un fenomeno da baraccone ed esibito in maniera vergognosa per una società evoluta, che esalti il valore dell’essere umano e della uguaglianza dei diritti. A dire il vero ci sono stati in passato altri filosofi, scrittori, pensatori, che hanno tentato un approccio alla questione, aprendo una breccia nel pensiero del perbenismo della omologazione che e’ tipico di ogni società che ha interesse nel trovare più facilmente un target politico oppure un target di un consumismo fine a se stesso e non al servizio della persona. Guy De Maupassant fu un precursore della teoria del disvalore dell’ipocrisia borghese. Maupassant, profondamente influenzato da Zola e Flaubert, nonché dalla filosofia di Arthur Shopenhauer (1788/1860) , sulla quale egli fondò il suo angoscioso realismo. I suoi racconti e i suoi romanzi nacquero spesso dal disgusto nei confronti dell’ipocrisia, dell’opportunismo, del meschino egoismo della piccola borghesia. Per contro, Maupassant mostrò una sensibilità costante verso i tormenti cui sono sottoposti i deboli, coloro che non si possono difendere dalla stupida, ottusa crudeltà dei “benpensanti”. Nei suoi scritti si vide l’umanità di personaggi precedentemente bistrattati e relegati a ruoli inferiori: il mendicante, la prostituta, l’animale, disprezzati e condannati a soffrire senza che nessuno si curi della loro sorte. Tra i poeti va mansionato il semprevivo Pierpaolo Pasolini e la grande quantita’ di scritti sull’argomento della ipocrisia borghese. Di Sanremo ad esempio scrisse nel 1969,in un articolo pubblicato dal Tempo Illustrato e intitolato Sanremo: povere idiozie, scriveva: «È cominciato ed è finito il Festival di Sanremo. Le città erano deserte; tutti gli italiani erano raccolti intorno ai loro televisori. Il Festival di Sanremo e le sue canzonette sono qualcosa che deturpa irrimediabilmente una società. […]». Secondo Pasolini il Festival epitomizzava il conformismo e il vuoto culturale nella società italiana neo-capitalista. La critica pasoliniana non è assimilabile al rifiuto snobistico, pregiudizialmente ostile alle “cose che piacciono al popolo”, quanto piuttosto alla volontà gramsciana di capire i meccanismi della produzione culturale di massa e le sue strumentalizzazioni politiche: Nell’ambito musicale non e’ possibile non mansionare Frankie Hi Nrg con il suo brano Quelli che ben pensano. Nel brano del 1997, l’autore, al secolo Sebastiano Ruocco, denuncia una situazione di aggressione e mancato rispetto verso l’ipocrisia borghese. Citiamo un estratto per entrare nel focus del brano :

Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti
Sono replicanti, sono tutti identici, guardali
Stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere
Come lucertole s’arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano
Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno
Spendono, spandono e sono quel che hannoSono intorno a me, ma non parlano con me
Sono come me, ma si sentono meglio
Sono intorno a me, ma non parlano con me
Sono come me, ma si sentono meglio

Frankie Hi Nrg foto di damiano Andreotti tratta dal sito ufficiale

Recentemente ha fatto scalpore, tra quelli che ben pensano, si intende, l’intervento del caratterista Gigo Gori che ha portato in scena il suo personaggio, Drusilla Foer, già famoso sul web per le telefonate a persone della politica, dissacranti ed intelligentemente pungenti. Drusilla, copresentatore di Sanremo insieme ad Amadeus ha fatto un monologo nel quale ha elogiato il valore delle diversita’, che ha giustamente voluto chiamare Unicita‘ .” Il Valore delle unicita’ va coltivato, difeso”, ha detto. A chi ha chiesto il motivo del fatto che il personaggio, donna, fosse interpretato da un uomo ha detto che lo aveva fatto per quelli che hanno paura dei travestiti. Pungente ed intelligentemente pungente lo scambio con Iva Zanicchi: Quanto sei alta!”, il commento di Iva alla vista di Drusilla, che replica: “Parecchio”. A quel punto la cantante insiste rivolgendosi ad Amadeus: “Ma lei ha anche altre cose più di me…”. “Diverse cose, sì…”, risponde secca la protagonista della terza serata. “Come si dice, lei è colta”, rilancia Iva, con Drusilla che taglia corto: “Sono colta, sì, intelligente”

Autore dell’Articolo Furio Capozzi

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Testata autorizzata dal Tribunale di Roma Aut. 115/2021

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