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Lo strapotere di facebook e la nuova piattaforma social di Trump

anche questa senza controllo di una autority esterna

Di Furio Capozzi foto Gerd Altman

Recentemente, Donald Trump ha annunciato il lancio di una nuova piattaforma social, che ha preannunciato, si chiamera’ Truth Social e sara’ di proprieta’ di Trump media and Technology Group (TMTG). Il varo della nuova piattaforma e’ previsto per il mese di Novembre 2021. Dichiara Trump: “ho creato questa piattaforma per oppormi alla tirannia Big Tech” ed anche “Viviamo in un mondo dove i talebani hanno una enorme presenza in Twitter, ma il vostro Presidente e’ stato messo a tacere. Questo e’ inaccettabile”. Parte di queste dichiarazioni, sono state rese il giorno dell’assalto al Congresso Americano, il 6 Gennaio 2021, e parte dopo. Innanzitutto va fatta la evidente considerazione sul fatto che Trump intende candidarsi per le prossime elezioni presidenziali USA del 2024, inoltre vanno fatte alcune considerazioni sul potere attuale dei social media piu’ largamente diffusi. Oramai, in maniera sempre piu’ frequente, e con una policy che parte dal palese intento di limitare gli abusi, derivanti da fake news, oppure da posizioni che vengono ritenute dai progettisti dell’algoritmo di facebook, come dannose per la democrazia, vengono bloccati su questa oppure su altre piattaforme, post, pagine, posizioni di pensiero, di personaggi piu’ disparati e spesso del tutto estranei ad una pericolosa rivolta sociale. Oppure vengono incentivate pratiche di informazione al di fuori di ogni regola democratica.

In sostanza viene da chiedersi quanto sia giusto che una piattaforma, enorme ed onnipresente, in deroga a qualisiasi regola giornalistica di un paese democratico, faccia da giocatore, arbitro e giudice unico. Facebook, Twitter, Instagram, contengono notizie di informazione, spesso giornalistica, che raggiungono milioni di persone per singolo account ed e’ inaccettabile che non ci sia una reale verifica da parte di un organismo esterno, che regoli i flussi di informazioni secondo il principio della liberta’ di espressione e la regola, ovunque accettata in paesi occidentali, del diritto di replica ad una informazione di tipo giornalistico. 

Sede di Facebook a Menlo Park, San francisco Bay Arena , California, USA

Ad esempio e’ importante sottolineare il ruolo avuto nella campagna presidenziale di Hillary Clinton, delle fake news di origine russa, che sono transitate sul social di Mark Zuckenberg, per il quale lo stesso fondatore della piattaforma ha ammesso di avere venduto importanti spazi pubblicitari incontrollati, ad una societa’ russa, proprio durante le elezioni, con vantaggio di Trump che venne eletto presidente anche grazie al vantaggio derivato di queste fake news. 

E’ evidente oramai che, visto lo strapotere di facebook e la sua importanza sullo scenario politico mondiale, sia necessaria la imposizione di una autorithy indipendente, che possa fare da filtro rispetto alle decisioni di quello che oramai e’ l’uomo politico piu’ influente al mondo , Mark Zuckemberg. Autority che avrebbe potuto evitare, ad esempio, la manipolazione e l’orientamento del consenso pubblico, in maniera indiscriminata, in periodi elettorali, come fece Cambridge Analytica, a cui venne dato accesso alla banca dati degli utenti, in maniera illegale. Ricordiamo che venne provato il legame tra Cambridge Analityca con l’entourage di Donald Trump (lo stratega della campagna elettorale di Trump e’ il fondatore della societa’). In quel caso vennero raccolti dati di 50 milioni di utenti, mediante un gioco, e senza che fosse chiaro il reale utilizzo, un personality test, dove si rilevavano dati sensibili come: sesso, religione, idee sul welfare, posizione, idee su aborto , immigrazione armi etc, al fine di calibrare dei post personalizzati indirizzati alla persona profilata. Speriamo che i governi democratici siano abbastanza forti nell’imporre una regola di controllo esterno a piattaforme social che impattano in maniera massiva sulla informazione pubblica, cosi come avviene con le attuali regole iornalistiche, con qualisasi testata giornalistica anche quella della piccola associazione culturale di quartiere. 

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