lunedì, Aprile 22, 2024
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Le torture di Guantanamo

ad opera degli Stati Uniti esportatori di democrazia

di Furio Capozzi foto di Tayeb Mezahdia

Il Paese ‘esportatore di democrazia’ per eccellenza, gli Stati Uniti d’America, e’ conduttore e proprietario di una struttura di detenzione di massima sicurezza all’interno del territorio demaniale Cubano nella baia di Guantanamo. Il campo e’ famoso alle cronache ed all’opinione pubblica mondiale, in quanto, nello stesso vengono abitualmente perpretate dagli Stati Uniti, pratiche che sono considerate palesi violazioni della Convenzione di Ginevra riguardo ai prigionieri di guerra. La cosa piu’ incredibile di questo campo e’ che nello stesso vengano detenute persone che non sono accusate di alcun crimine e senza un processo preventivo, vengano sottoposte a torture e detenzione senza fine pena.

L’area di detenzione e’ composta da tre campi: il Camp Delta, il Camp Iguana ed il Camp X-ray, famoso per il film omonimo e chiuso il 29 Aprile del 2002. 

I campi di detezione furono inaugurati, nel Gennaio del 2002, dal Governo degli Stati Uniti, presieduto dall’allora Presidente George W. Bush, e furono destinati alla detenzione di prigionieri catturati in Afganistan e Pakistan tramite quella che viene definita una Extraordinary Rendition. Una pratica, da molti definita illegale, di cattura dei personaggi ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale, senza un vero capo di accusa, e senza il due process of law, ossia, un “giusto” processo secondo le regole del diritto processuale internazionale, giudicate di ostacolo per l’attività di contrasto condotta dai servizi segreti, statunitensi in questo caso. Vi furono altri casi di deportazione illegale, ma furono sempre seguiti da una incriminazione nel territorio di destinazione finale del detenuto. Furono i casi di deportazione dei criminali di guerra nazisti, o presunti tali, che una volta prelevati da territori stranieri, ad esempio dalla Argentina ad opera di Israele, furono immediatamente sottoposti a processo. Qui invece, a Guantanamo la situazione e’ preoccupante e grave nei confronti dell’atteggiamento che dovrebbe avere uno stato, come gli Stati Uniti, che si professa Stato di diritto ed esportatore di democrazia: qui i detenuti permangono per anni senza un capo di accusa e senza potersi difendere, sottoposti a torture indicibili che solo a raccontarle fa accapponare la pelle. Perché’ sono stati deportati? Esistono diversi trattati secondo cui uno Stato deve ‘aut dedere aut judicare’, (principio del 1642 giurista Ugo Grozio) e sul quale Amnesty International ha scritto un trattato (The obligation to extradite or prosecute aut dedere aut judicare, Amnesty International Publication 2009) . Ma il principio espresso in tale formula latina non ha natura consuetudinaria, dunque in assenza di una apposita convenzione internazionale in tal senso, vige il principio consuetudinario opposto, secondo cui lo Stato può ma non è tenuto a sottoporre a giudizio ed eventualmente a punire, può ma non è tenuto a concedere l’estradizione. E proprio per evitare le conseguenze del principio Aut dedere aut judicare, che fu messa in atto la deportazione illegale dei detenuti di guerra e fu instituito il campo di prigionia di Guantanamo. Gli Stati Uniti volevano essere sicuri di poter agire senza che vi fosse un altro stato a giudicare le persone che loro ritenevano meritevoli di detenzione sine die, lo stato nel quale il crimine, ignoto al detenuto, era stato eventualmente commesso. La pratica e’ talmente illegale che nel 2007, in Germania, i magistrati di Monaco chiesero l’arresto per 13 agenti della Cia in relazione al sequestro e deportazione del tedesco-lbanese Khalid al Masri ( avvenuto nel 31 dic 2003 tra Serbia e Macedonia), con l’accusa di detenzione e gravi lesioni. La corte suprema degli Stati Uniti si e’ opposta successivamente alla richiesta di danni avanzata contro la Cia dal detenuto illegalmente (sentenza del 9 Ott. 2007). 
va anche precisato che alcuni Stati sono stati pubblicamente accusati di collaborazionismo oppure immobilismo, in relazione a queste pratiche illegali degli Stati Uniti, e sono il Regno Unito e l’Italia. 

Gli Stati Uniti hanno definito i detenuti di Guantanamo, combattenti nemici, (segretario alla difesa Donald Rumsfed), ma a loro non si applica la convenzione di Ginevra per i prigionieri di Guerra, perche’ non lo sarebbero (secondo gli Stati Uniti). Il fatto di non dichiararli detenuti ma combattenti nemici rappresenta un escamotage Statunitense per impedire quello che nel diritto anglosassone si chiama Habeas Corpus, ovvero il diritto/dovere del giudice di chiamare a suo cospetto il detenuto. Nelle more di questi aspetti legali sulla pratica di detenzione di Guantanamo, i detenuti gengono sottoposti a torture di ogni genere, come testimoniato in diversi rapporti specie dalla organizzazione Amnesty International. 

Tutto questo avviene nel 2021 ad opera dallo stato piu’ potente del mondo in termini militari, uno stato che vuole essere esportatore di democrazia.

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