martedì, Aprile 16, 2024
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HomeInnovazioneI rischi del mondo virtuale di META

I rischi del mondo virtuale di META

la nuova creazione visionaria di Zuckemberg

di Furio Capozzi

Presentazione ufficiale di META da parte del creatore Zuckemberg

Il visionario Zuckemberg lo ha fatto ancora! Ha immaginato il futuro, e lo ha fatto in un mondo immaginario, un mondo alternativo a quello reale, nel quale si potra’ accedere tramite una piattaforma, Meta (da Metaverso), un paio di visori di realta’ virtuale e nella quale si potra’ lavorare, socializzare, visitare luoghi, viaggiare virtualmente, in maniera totalmente immersiva e con un personaggio virtuale simile a quello reale. Quello che poteva sembrare utopico prima del periodo pandemico, rappresenta oggi una cacotopia, una descrizione di una realta’ immaginaria del futuro, prevedibile, sulla base delle tendenze sociali della situazione attuale. Una cacotopia che, allo stesso tempo puo’ risultare positiva sotto alcuni versanti ma che, se non gestita, progettata bene, potrebbe lasciare presagire esperienze e conseguenze spaventose all’utilizzatore. Di fatto la tecnologia consente di avere un Avatar, termine traslato dalla incarnazione delle divinita’ induiste, che potra’ viaggiare in un mondo costruito ad hoc per consentire di vivere una realta’ diversa da quella reale. Si potra’ lavorare, andare a scuola, fare shopping, diversamente da come avviene oggi, con distacco, quando siamo collegati ad una piattaforma virtuale, lo potremo infatti fare in maniera immersiva, avendo la sensazione di essere sul posto virtuale e gli altri utilizzatori potranno vedere il nostro avatar con le reali espressioni che vengono rilevate dalle apparecchiature digitali e riprodotte digitalmente: parole, espressioni, perfino le lacrime saranno rappresentate.

Quello che nel film Avatar di Cameron del 2009, sembrava una fantascienza inarrivabile, oggi, con un investimento di 30 miliardi di euro da parte di META, e con una capacita’ visionaria, sara’ possibile. Esistono molti settori gia pronti per essere immersi in Meta e sono: gli acquisti di mobili, che potranno essere visionati all’interno della nostra casa digitalizzata nel metaverso, l’acquisto e la prova virtuale di veicoli, servizi informatici, spettacoli teatrali, concerti, Dj set, videogiochi (partecipando con il proprio avatar) etc, sono gia’ pronti per essere fruiti direttamente nel metaverso. Immaginiamoci ad esempio una lezione di Storia antica, nella quale gli studenti potranno passeggiare al fianco dei senatori romani durante un convegno, potranno visitare una citta’ storica oggi scomparsa, visitare un luogo attuale durante la lezione di geografia in maniera totalmente immersiva etc. Sara’ possibile fare esperienze estreme, realmente rischiose nella vita reale: gettarsi con una tuta alare da una montagna senza esperienza, tuffarsi nelle cascate del Niagara, visitare di notte un sobborgo malfamato di Rio de janeiro, oppure un luogo di guerra, per un medico effettuare una operazione chirurgica complessa su un paziente virtuale, etc.

Ovviamente ci sara’ un periodo di transizione nel quale tutte le caselle del metaverso dovranno essere riempite. In questo periodo iniziale l’esperienza sara’ parziale, come lo fu all’inizio dell’avvento di internet oppure di Google Maps. Altri sviluppi del metaverso si muoveranno verso risposte e comportamenti automatici dell’avatar, tramite l’AI, intelligenza articificiale, che imparera’ i suoi comportamenti ed abitudini. Risposte e comportamenti che continueranno anche quando l’avatar sara’ off line oppure, al limite, quando sara’ morto. In sostanza un altro utente, uguale a quello reale, permarra’ in ‘vita’ anche dopo la morte dell’utente reale, continuando a comportarsi ed a parlare, interagendo grazie alla realta’ virtuale, come farebbe quello reale di cui e’ avatar. Dove e’ quindi il rischio derivante da questa cacotopia? Il rischio e’ nella possibilita’ che, sempre piu’ frequentemente e con sempre piu’ utenti, ci sia un distacco dalla socializzazione reale, umana, vera. L’essere umano puo’ essere provvisoriamente ingannato dalla socializzazione virtuale, ma la differenza tra un ‘mondo di plastica’ ed un mondo reale viene percepita sempre per la mancanza di quel ‘calore’ tipico dell’approccio umano. La conseguenza potrebbe essere quindi una crescente quantita’ di utenti reali che potrebbero cadere in depressione per mancanza di quel rapporto umano che e’ stato alla base della evoluzione da millenni. Grazie alla velocita’ attuale dello sviluppo della tecnolgia, lo vedremo presto. 

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