lunedì, Aprile 22, 2024
spot_img
HomeAttualitàAttacco alle navi russe in Crimea

Attacco alle navi russe in Crimea

Responsabilità e conseguenze

Di Furio Capozzi

Ieri sono state colpite e fortemente danneggiate 4 navi da guerra russe nella principale base navale Russa affacciata verso lo sbocco al Mar Nero, nel porto di Sebastopoli. Ovviamente le responsabilità sono da ricondurre direttamente agli occupati Ucraini che si difendono nelle zone periferiche della propria nazione ed anche nelle zone strategicamente rilevanti alla difesa, con una serie di interventi militari sempre più simili alla guerriglia vietnamita.

sommergibile all’ingresso del porto di Sebastopoli

Una guerriglia che ha dalla sua in più, rispetto a quella utilizzata dai vietnamiti negli anni sessanta, l’appoggio dell’occidente al completo, con tutte le tecnologie ed i fondi che vengono palesemente offerti, ed anche la digitalizzazione della guerra che è divenuta alla portata economica anche dei piccoli stati. Non aggiungiamo nelle motivazioni della grande resistenza ucraina quelle dei rispettivi popoli in battaglia, in quanto evidenti: Ad un contadino della Siberia non è chiaro neanche dove si trovi l’Ucraina, figuriamoci se possa essere in grado di trovare le motivazioni valide per una sua efficace partecipazione al conflitto come combattente energico.

nave nel porto di Sebastopoli

Quindi torniamo alla digitalizzazione della guerra, ai droni, che sempre più frequentemente la stanno facendo da padrone in un conflitto che è partito come una guerra dell”800 e che si sta rivelando come una catastrofe umanitaria. Innanzitutto il drone costa poco, è facilmente trasportabile, può essere utilizzato con un controllo automatico oppure reumatizzato anche a migliaia di chilometri di distanza. In caso di cattura, non è facile per il nemico identificare con chiarezza quale sia il responsabile della progettazione dell’attacco in quanto il drone non reca con se loghi, piloti oppure tecnologie univocamente riconducibili ad un singolo stato o gruppo. Ed infatti, anche grazie alla tipica ambiguità di Kiev sempre mantenuta come politica di riferimento nel caso di azioni militari fuori dai normali teatri di guerra con dichiarazioni quale l’ultima: ”potrebbe trattarsi di un incidente nell’uso delle munizioni” a sberleffo ulteriore del nemico in difficoltà cognitiva sulle dinamiche di quanto accaduto. Rimane che le conseguenze in termini di vite in questo ultimo attacco sono dell’ordine di centinaia. La reazione della Russia è stata immediata: il ricatto è di ritirarsi dall’accordo sulla consegna di grano e fertilizzanti, di proprietà Ucraina e sequestrati dalla Russia proprio nel porto di Sebastopoli, come ritorsione verso gli stati stranieri che hanno contribuito all’attacco fornendo materiali bellici oppure supporto logistico. Questa decisione, se non revocata, causerà un disastro umanitario specie nei paesi più poveri del mondo, che si troverebbero senza le materie prime per fare il pane e derivati dei cereali, fonte primaria di alimentazione del popolo. Alle nostre latitudini l’effetto invece sarà quello di un ulteriore incremento dell’inflazione,attualmente già al 12% su base tendenziale annua. Per quanto riguarda invece gli effetti a lungo termine di queste azioni belliche contro un nemico enorme come la Russia va ricordata una regola fondamentale ricordata dall’Onorevole D’Alema in una recente intervista: ”D’accordo, mandiamo le armi. Ma cosa vuol dire vinceremo la guerra combattendo con una potenza nucleare?”.

L’onorevole D’Alema

Su questo punto andrebbero ripensate nella loro visione complessiva ed a medio-lungo termine, le azioni belliche contro il gigante nucleare russo.

Furio Capozzi
Furio Capozzi http://www.atenapress.online
Managing Editor di Atena Press

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments