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Sulle droghe e l’omicidio del consenziente

considerazioni a seguito della bocciatura dei quesiti referendari

di Furio Capozzi

il 15 Febbraio la Corte costituzionale ha bocciato due dei sette quesiti referendari che sono stati proposti dal comitato referendario che ha raccolto un numero sufficiente di firme degli italiani. Sono stati esclusi dalla consultazione popolare referendaria i quesiti sulla libertà di consumo e coltivazione degli stupefacenti ed il quesito sulla abrogazione dell’ art. 579 sull’omicidio assistito. IL Presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato, recentemente eletto, ha spiegato che “non è mai stato necessario votare : in alcuni casi l’orientamento è stato unanime, in altri prevalente”. Ma andiamo a vedere quali sono state le motivazioni di questa bocciatura che sta scaldando gli animi di molti italiani e che vede invece giubilanti alcune destre, tra le quali la lega di Matteo Salvini: Innanzitutto, spiega lo stesso Amato, “il referendum richiesto non era sull’eutanasia, ma sull’omicidio assistito del consenziente”, ha anche aggiunto che ” leggere o sentire che chi ha preso questa decisione non sa cosa sia la sofferenza mi ha ferito, ha ferito tutti noi”. “il referendum era sull’omicidio del consensiente e sarebbe stato lecito in casi più numerosi e ben diversi da quelli dell’eutanasia” In sostanza ha aggiunto che il quesito , per come e’ stato formulato alla Corte Costituzionale, “apre alla immunità penale per chiunque uccida qualcun’altra, che sia malato oppure no, che soffra, oppure no ” Ed infine il Presidente della Corte costituzionale ha aggiunto: “occorre dimensionare il tema dell’eutanasia a coloro ai quali si applica, ossia a coloro che soffrono. Noi non potevamo farlo sulla base del quesito referendario con altri strumenti, lo può fare il Parlamento”. Per quanto riguarda invece il secondo quesito escluso dalla futura consultazione popolare, quello sul consumo e coltivazione delle droghe, solo per una facciata tesa al convincimento della opinione pubblica, denominato dai proponenti, referendum sulla cannabis, ci rifacciamo nuovamente alle parole del Presidente della Corte Costituzionale: “Il quesito è articolato in tre sottoquesiti ed il primo prevede che scompaia, tra le attività penalmente punite, la coltivazione delle sostanze stupefacenti di cui alle tabelle 1 e 3, che non includono neppure la cannabis ma includono il papavero, la coca, le cosiddette droghe pesanti. Già questo sarebbe sufficiente a farci violare obblighi internazionali”, ha detto Amato. “Se il quesito è diviso in tre sottoquesiti, io non posso toccare questo treno: se il primo vagone deraglia, si porta dietro gli altri due”. Per una questione di compensazione delle posizioni, pubblichiamo anche la dichiarazione del comitato promotore: “La Corte costituzionale ha respinto la richiesta posta dal Comitato Promotore Referendum Cannabis. Le motivazioni addotte dal Presidente Amato e le modalità scelte per la comunicazione sono intollerabili” ha dichiarato il presidente del Comitato Referendum Cannabis Marco Perduca, che approfondirà il tema domani in una conferenza stampa alle 11. Il quesito, spiegano i promotori, “non viola nessuna convenzione internazionale tanto è vero che la coltivazione è stata decriminalizzata da molti paesi, ultimo tra questi Malta. Il riferimento del Presidente alle tabelle è fattualmente errato: dall’anno della bocciatura della Legge Fini Giovanardi (2014) il comma 4 è tornato a riferirsi alle condotte del comma 1, comprendendo così cannabis. La scelta è quindi tecnicamente ignorante e esposta con tipico linguaggio da convegno proibizionista”. aggiungendo “Si è persa l’unica occasione di cambiare le leggi sulle droghe che in questo Paese nessuno ha il coraggio di toccare.

Nemmeno chi dice di voler riformare la giustizia”, dicono i membri del Comitato Promotore Referendum Cannabis Legale. “Questa non è una sconfitta nostra e delle centinaia di migliaia di cittadini e cittadine che hanno firmato la proposta. È altresì una perdita per le istituzioni”. A questo punto, solo per lasciare al lettore una possibilita’ di comprendere meglio la questione e per potersi fare una opinione, andando alla fonte della notizia e non ai singoli commenti delle parti coinvolte, come capita spesso. Alleghiamo il testo completo del quesito referendario posto e bocciato in merito al suicidio assistito:

estratto testo pagina 20 della gazzetta ufficiale del 21 Aprile 2021
Furio Capozzi
Furio Capozzihttp://www.atenapress.online
managing editor di Atena Press

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