martedì, Aprile 16, 2024
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Il mostro della corruzione endemica

Considerazioni a seguito della pubblicazione della indagine della Commissione europea per la lotta alla corruzione

di Furio Capozzi

Il 3 febbraio è stata pubblicata la prima Relazione della Commissione europea sulla lotta alla corruzione. Il rapporto e’ costituito da una parte generale, dedicata allo studio del fenomeno criminale e dei mezzi adottati per contrastarlo nell’ambito dell’Unione europea, e di singole sezioni dedicate ad ogni Stato membro. Nonostante auspichi un miglioramento della situazione italiana dopo i recenti interventi di riforma, la Relazione evidenzia dati che lasciano poco spazio alla immaginazione e descrivono un quadro inquietante:

– il 97% degli italiani ritiene che la corruzione sia un fenomeno dilagante in Italia (contro una media Ue del 76%)

– il 42% degli italiani afferma di subire personalmente la corruzione nel quotidiano (contro una media Ue del 26%)

– l’88% degli italiani ritiene che la corruzione e le raccomandazioni siano spesso il modo più semplice per accedere a determinati servizi pubblici (contro una media Ue del 73%)

– il 92% delle imprese italiane ritiene che favoritismi e corruzione impediscano la concorrenza commerciale in Italia (contro una media Ue del 73%)

– il 90% delle imprese italiane pensa che la corruzione e le raccomandazioni siano spesso il modo più facile per accedere a determinati servizi pubblici (contro una media Ue del 69%);

– il 70% degli italiani giudica la corruzione un fenomeno diffuso negli appalti pubblici gestiti dalle autorità nazionali (contro una media Ue del 56%);

– il 69% degli italiani giudica la corruzione un fenomeno diffuso negli appalti gestiti dagli enti locali (contro la media Ue del 60%)

– i costi totali diretti della corruzione in Italia ammontano a 60 miliardi di euro l’anno (pari a circa il 4% del PIL), cioè la metà del costo complessivo della corruzione in tutta l’economia europea (costo stimato in 120 miliardi di euro l’anno);

– nel 2021 sono state avviate indagini penali e ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti politici regionali in circa la metà delle venti regioni italiane;

– più di 30 parlamentari della precedente legislatura sono stati o sono attualmente indagati per reati collegati alla corruzione o al finanziamento illecito ai partiti

  • l’alta velocità in Italia è costata 47,3 milioni di euro al chilometro nel tratto Roma-Napoli, 74 milioni di euro tra Torino e Novara, 79,5 milioni di euro tra Novara e Milano e 96,4 milioni di euro tra Bologna e Firenze, contro gli appena 10,2 milioni di euro al chilometro della Parigi-Lione, i 9,8 milioni di euro della Madrid-Siviglia e i 9,3 milioni di euro della Tokyo-Osaka. In totale il costo medio dell’alta velocità in Italia è stimato a 61 milioni di euro al chilometro.Questi dati dimostrano che dal 17 Febbraio 1992, data di inizio dell’inchiesta di tangentopoli, poco e’ cambiato nella storia repubblicana. Trenta anni di introspezione e di pulizia attraverso processi, condanne, leggi ad hoc, poco hanno cambiato in questo fenomeno endemico che parte da lontano. Mani pulite e’ stato solo la punta dell’Iceberg, in uno stato che vuole la mafia, la corruzione, il favoritismo e che nulla fa per evitare che proliferi. Lo vogliono probabilmente i politici, con leggi ridicole ed inadeguate, visti i risultati, probabilmente lo consente, lo tollera (e cosi forse lo agevola?) anche il popolo italiano, dal momento che, in base alla indagine della Commissione Europea sulla corruzione, invece di passare dalla porta principale, ritiene piu’ utile ed efficace chiedere all’amichetto nella pubblica amministrazione, alimentando il mostro della corruzione. Oltretutto va sottolineato che e’ proprio il sentimento di assuefazione ad alimentare il fenomeno criminale della corruzione.
  • La mancata denuncia, la mancanza di indignazione, il fatto di considerare un fenomeno della raccomandazione come giusto, dell’antimeritocrazia praticata fino a fare scappare i molti capaci che vorrebbero contribuire alla crescita del paese Italia, sono tutti fattori che ci trascinano verso il basso. L’atteggiamento mafioso della corruzione non e’ come un virus endemico, che ha interesse nella vita del paziente, in maniera che la sua stessa vita possa essere tramandata e diffusa, l’atteggiamento mafioso della corruzione e’ come la locusta, uno stormo di locuste che scende su un campo coltivato lasciando solo distruzione e morte. Lo stesso Luigi Ciotti presidente di Libera, associazioni contro le mafie, in una recente intervista disse che e’ l’indifferenza che fa prosperare il fenomeno. “Si nutrono di indifferenza, omissione e complicita’. Basterebbe prendere sul serio gli articoli della Costituzione, assumerci le responsabilita’ che come cittadini ci chiede di assumere, e mafie e corruzione sparirebbero dall’Italia”. In sostanza e’ indispensabile mantenere la nostra dignita’ e muoverci, reagire!

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